TEATRO ALBIGNASEGO

 

 

 

 Premessa

La definizione di rigenerazione urbana ci lega al futuro.

Bisogna che tutti si rendano conto che siamo di fronte ad un momento storico dove abbiamo la consapevolezza di poter migliorare la qualità della vita nella crescita della città.

Abbiamo le conoscenze e competenze per progetti sostenibili: vuol dire azioni che non nuocciono al domani dei nostri figli.

Progetti condivisi che superano l’idea di zoning che ha costruito le nostre periferie; progetti somma di specifiche conoscenze in una visione circolare dove nessuno è escluso ma è responsabilmente coinvolto.

Il coraggio di fare cose diversamente è uno spirito che ben si addice al concorso per il teatro di Albignasego; Serve utilizzare percorsi e linguaggi nuovi per raggiungere un’idea di progetto che sta “fuori del suo quadro tradizionale”, consapevoli che un buon paesaggio è un bisogno sociale, ed il parco urbano ne diventa il simbolo.

Abbiamo proposto una soluzione che non si chiude in se stessa , non un monologo, ma abbiamo inteso dare qualità agli spazi aperti. Sistemi di luoghi dove convivono costruzioni nuove ed esistenti.

Un luogo dove l’individuo si sente libero  ma anche protetto.

Su questa sintetica premessa si erige la proposta progetto per il giovane teatro, che lo immagina frutto di un sogno dei cittadini di Albignasego e risposta consapevole di una Amministrazione lungimirante.

La soluzione proposta risponde alle richieste di concorso, vuole essere risposta inclusiva al tessuto edilizio esistente, utilizzando un elemento archetipo della città che è la strada. Sono stati indicati punti di raccordo urbano, collegamenti, innesti al verde, per una lettura del paesaggio progettato ed esistente. In questo senso uno spazio aperto creato per celebrare le diversità dei bisogni locali. Lo spazio “misurato” si snoda manifestandosi come giardino e pista ciclabile, piazzette e aree gioco, luoghi di incontro e di meditazione dove si riconosceranno le diverse etnie che abitano i quartieri circostanti, perché lo spazio è stato concepito per favorire il dialogo.

Come un tassello intagliato ed estratto da “La gran carta del padovano Rizzi Zannoni” del 1780, la soluzione proposta trova la forma coniugante funzione e senso, dove la strada è teatro del progetto.

 

 

Quindi ci siamo posti il problema del monumento, la tipologia del teatro porta con se l’idea di architettura come monumento; la sua indifferenza per le funzioni secondarie.

Quando si realizza come monumento costituisce un luogo; ripercorrete un teatro antico, state in ore diverse nel teatro romano, o girate per un teatro del 700 vuoto, voi non pensate che secondariamente allo spettacolo. Il teatro può fornire l’occasione per uno spettacolo ma possiede una sua realta’ architettonica. Ma nelle grandi epoche, il teatro era la per sempre come un

monumento , il teatro greco era un fatto urbano; esso conteneva una città…

Abbiamo misurato il teatro con Albignasego e abbiamo elevato una geometria sulla città e diversi

Porticati, attraversamenti e percorsi, abbiamo inteso fare un’architettura urbana, di dare un carattere pubblico al teatro e abbiamo trovato la strada, la piazzetta, la sosta, il chiacchierio, l’aria, il sole verde.

Consci che il budget disponibile fa riferimento ad una struttura semplice che però non vuole rinunciare a dare soluzione al “sogno”, si propone una combinazione di tre volumi architettonici autonomi, con la conseguente possibilità di ipotizzare la realizzazione secondo work in progress di priorità senza compromettere l’uso delle singole porzioni.

Sistemi costruttivi a secco potranno favorire l’ottimizzazione di costi, tempi, ordine di cantiere.                                        

Il parco in prima analisi, perché contiene una visione intera del programma progettuale, l’integrazione con il tessuto urbano e paesaggistico:

Per comprendere l’attualità del tema non è più sufficiente rivolgersi ai paradigmi e ai modelli che la storia ci ha consegnato , piuttosto occorre cominciare a considerare che i temi tradizionali dello spazio pubblico (strada, piazza, parco) hanno subito un processo di contaminazione accogliendo il tema del giardino, del parcheggio, del gioco, della campagna, delle risorse naturali, (per esempio l’acqua)e del mercato, configurando sistemi fortemente stratificati , con dimensioni spazio-temporali diversificate, che non ambiscono più a configurare un’unità, quanto piuttosto ad includere un mosaico di frammenti.

Il progetto pertanto ha ragionato per contaminazioni tra temi e discipline che nello spazio pubblico trovano reale applicazione.

Il parco  è la condizione di qualità della vita pretesa dagli abitanti, deve quindi contenere valori del territorio, aprire al paesaggio agrario, e consentire attività dove la mixitè sia arricchimento.

Partendo dal presupposto del carattere antropico del giardino, e che consideriamo il paesaggio un termine plurale, abbiamo indicato paesaggi verso i quali vanno usati livelli diversi di lettura.

  • In prima istanza sono stati sottolineati i possibili innesti alla città reale: un asse da nord, dove sono presenti attraversamenti pedonali e ciclabili sopra la via Manzoni, al nuovo parcheggio e attraverso il “vicolo della Cultura” passando un ponticello sul fosso ritrovato sino al teatro dove una strada serrata da pareti evanescenti apre il sipario al paesaggio agreste, ai colli Euganei in direzione ovest. Per dirla con  Andrea Zanzotto, “…figure di verde sabbioso eppure tenue contro il cielo azzurro pallido…Grido di lontananze, di silenzi a milioni di anni..”

 

 

 

 

Ci troviamo quindi in un nodo chiave dell’uso polifunzionale dell’impianto, a ovest la luce ci chiama ad una prospettiva verso la campagna …il paesaggio agricolo, il lavoro dell’uomo ed il “chiaro di terra”; il cono ottico è sottolineato da un filare di grossi vasi di limone (che troveranno riparo invernale nella serra) e dalle quinte in siepe a sinistra. Queste “quinte teatrali” costruiscono una prospettiva verso sud ovest, individuano funzioni diverse delle zone verdi, consentono l’attraversamento visivo e di percorsi sull’erba per il godimento complessivo dell’area. sullo sfondo “AL di LA” la bellezza dei grandi alberi, di un proporzionato “bosco” diventa fondale. Il percorso arido sul bordo e attraverso il parco in “rete”con i percorsi della città esistenti, coglie l’occasione per provocare la lettura del paesaggio; Più a valle la serra rotonda per l’assistenza invernale ai limoni che hanno sempre arricchito le ville venete e che trovano funzione complessa sull’asse visivo est-ovest.

 

  • Un secondo innesto da est attraversando via della Costituzione, a conclusione del bacino di laminazione un secondo pontile (con cadenza 100 metri)raccorda al sistema di relazioni pedonali e ciclabili secondo un sistema di quinte che di volta in volta aprono e chiudono eliminando l’impatto ambientale ed aprendo al paesaggio che è pausa, ombreggiatura dove serve, mitigazione acustica, eliminazione di interferenze di viabilità, in una parola un paesaggio sereno e risolto con attenzioni che valutano la raccolta differenziata, le percorrenze assistite, la sicurezza ed il soccorso.

 
 
 
  • Un terzo da sud , lungo via della Costituzione, valuta opportuni attraversamenti pedonali e l’apparire dell’ingresso principale al teatro che consente di ruotare verso il parco passando attraverso l’edificio che si arretra per esibire il suo valore costruendo una piazzetta di ingresso,  godere della pausa al bar e proseguendo dentro allo spazio pubblico per eccellenza mirare l’infilata di limoni verso ovest…ancora verso l’idea immagine, della biodiversità locale.
Quindi il teatro è centro in questo sistema, ed il parco inteso come un tutto è il simbolo che interpreta l’obiettivo etico della comunità trovando risposta ad ogni bisogno.

Il parco è il tutto, è piazza, è comunità; dentro troviamo la risposta allo spazio per i bambini, il laboratorio, lo spazio per la festa, la meditazione ed i ruoli tecnici che il cuore verde esprime, ed a cui si potrà dare esposizione nell’eventuale fase due.

Questa è l’idea di “passeggiata urbana” animata dalla successione, l’accostamento e l’interazione del teatro, che ospita una grande hall, attrezzata ed empatia con alcuni servizi come una caffetteria a livello della piazzetta, uffici pertinenti, magazzini, salette polifunzionali e di prova. Leggere il paesaggio significa creare delle condizioni per questo, ed in questo senso il progetto inventa lievi salti di quota, rotazioni obbligate e assi di lettura per la “raccolta dei dati percettivi”che consentono il godimento di quanto nel passato era codice sociale e segno distintivo di un élites e oggi è un fenomeno onnipresente ed universale, investendo ecologia, filosofia, letteratura, arte, geografia, sociologia.

Giusto sottolineare che il sistema di gestione sostenibile degli aspetti ambientali in particolare delle acque è rivolto non solo della zona parco ma a tutta l’area in esame,  predisponendo “le cassette degli attrezzi della green economy” con gallerie di filtrazione, cisterne di accumulo, superfici permeabili e sistemi di bioritenzione. Inoltre è stata colta l’occasione per simulare il layout funzionale dell’infrastruttura prevedendo isole ecologiche raccolte dei rifiuti, delle attività da giardino, la sicurezza, il pronto intervento, secondo una cadenza programmata che consentirà l’ottimizzazione e l’economicità del servizio.

Il teatro: L’idea di un teatro indispensabile all’interno del territorio sud di Padova e non secondariamente fattore economico, e all’esterno anche fattore turistico culturale fortemente attrattivo per le altre Province.

Il teatro è parte dell’infrastruttura parco, nel segno di una “piazza diffusa” fatta di paesaggi costruiti e naturali, sonori ed illuminotecnici;  Il progetto risponde alle specifiche esigenze funzionali, strutturali e simboliche che un edificio di tale importanza pone: un contenitore flessibile, ma di chiara identità. La localizzazione della struttura, i suoi caratteri distributivi e dimensionali, e la sua configurazione architettonica sono stati definiti in modo da garantire le specifiche finalità anche istituzionali e d’immagine, da questa svolte, sia per quanto attiene a ragioni di pura fruibilità dell’immobile in oggetto, sia per il suo assetto dinamico nell’immediato rapporto con il tessuto urbano, con particolare riferimento alla sua accessibilità rispetto alle principali vie di comunicazione afferenti al luogo.

 


 

Scheda tecnica del teatro di Albignasego:

L’intero complesso si articolerà così in diversi spazi che si sviluppano all’interno del

manufatto  per una superficie  complessiva di circa 4000 mq.

In questa fase della proposta, abbiamo ipotizzato gli impianti a tutta aria con recuperatori di energia ad alta efficienza.

 

 

Caratteri distributivi e formali dell’impianto

Il piano terra  è la quota di condivisione delle attività interne ed esterne, ed il concetto di spazio condiviso viene espresso dall’annullamento di gradini e trasparenza dei volumi.

Questo piano quindi risponde ai requisiti richiesti dimensionando un ampio ingresso con prospiciente piazzetta, dove il monomateriale del pavimento allude ad un solo spazio complesso e percepibile. Il cielo dell’ingresso dichiara esplicitamente il volume ligneo della macchina teatrale. Risolte le funzioni di accoglienza sulla seconda porzione trovano posto con ingressi di servizio autonomi a sud, salette prova e mostre; sul fondo i camerini.

Allo stesso livello si è scelto di distaccare due volumi relativamente dedicati ad attività come magazzini, uffici direzionali verso ovest e un locale bar/ ristorante ai vari livelli a est. Il dialogo tra le funzioni ed i volumi disegnano il teatro urbano: la strada è la dimensione resiliente invenzione del progetto.

Un luogo pedonale di tutti che ottimizza le scelte gestionali e costruttivo-economiche.

Non sono escluse valutazioni di connessione funzionale in quota.

È la definizione di spazio, di vuoto architettonico che ci appare entrando nel teatro, la prima emozione; la seconda è lo spazio letto a diverse altezze …capire e condividere con il pubblico lo stato emozionale del momento.

La magia del vuoto interpretativo del teatro si apre al livello superiore svincolandosi dagli obblighi delle funzioni collaterali ed esprime la sua identità tipologica, di decorazione, di ottimizzazione tecnica. Il ruolo bilanciato dello spazio del visitatore e dell’attore, parlano.

L’idea di creare una architettura accogliente ha scelto di usare pochi materiali concorrendo ad un’immagine quasi monomaterica protetta dal guscio linguistico e tecnico per durabilità e scarsa manutenzione.

Le curve e le contro curve necessarie per questa interattività creano un’architettura libera, felice e lirica, che rappresenta anche la metafora di un sipario o l’evocazione di una scenografia d’opera.

Si configura uno spazio dinamico, capace di accogliere dimensioni temporali variabili, funzioni molteplici e attività diversificate, divenendo un luogo pensato innanzitutto per attivare relazioni ed azioni tra le persone , vere protagoniste dello spazio e delle sue informazioni, oltre la forma. La dimensione pubblica del sistema teatro è il luogo di tutti, un luogo nato per celebrare una centralità dove l’architettura del paesaggio, disciplina che trasforma lo spazio, è la costruzione di relazioni tra temi e luoghi riconosciuti , interpretati e innovati, attraverso l’azione germinativa del progetto, con la responsabilità di consegnare una chiave di lettura appropriata ad ogni referente interlocutore nel tempo.

 

 

 

 

Antonio Sarto

Andrea Fortunati

Riccardo Daniel

Tommaso Gomiero

Alice Coin